Venerdì, 10 Febbraio 2017 13:14

Fascite plantare - Cos'è e tutto quello che ti serve per curarla!

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La fascite plantare è un'infiammazione della fascia plantare, detta anche aponeurosi plantare o legamento arcuato: si tratta di una robusta fascia fibrosa che collega la zona mediale del calcagno con la radice delle dita del piede. Tale legamento è importante nella trasmissione delle forze del tricipite surale (il muscolo del polpaccio) alle dita. Le sue caratteristiche visco-elastiche consentono di trasmettere l'energia derivante dall'esecuzione dei passi o dei salti, fornendo una spinta propulsiva.

La fascite plantare è la prima causa di dolore al tallone ed è una delle patologie di più frequente riscontro negli studi di Fisiatri e Ortopedici. Si stima che tra il 4% e il 7% della popolazione è affetto da un dolore al tallone, e, tra questi, circa l'80% sono dovuti alla fascite plantare. Circa il 10% delle persone ne sono colpite  durante il corso della loro vita.  

Quando, nel corso del ciclo del cammino, il piede si eleva sulle punte, col tallone sollevato dal suolo, la fascia plantare si distende: è facile intuire come continui movimenti che creino eccessive sollecitazioni a questo livello possano determinare una infiammazione della fascia. Nel mondo sportivo questa patologia è particolarmente frequente nel running, calcio, basket, rugby, danza, atletica leggera, ovvero in quegli sport che comportano spinte e salti che vanno a determinare un sovraccarico funzionale della fascia plantare.

  

 

Fascite plantare distale e prossimale

L'infiammazione e dolore possono localizzarsi a livello del calcagno, e in questo caso la patologia prende il nome di fascite plantare prossimale, oppure, più anteriormente, a livello del mediopiede, e in questo caso si parla di fascite plantare distale. In genere il dolore insorge a livello del calcagno e, in assenza di trattamento, può estendersi prossimalmente migrando lungo l'avampiede fino a interessare tutta la pianta del piede, col risparmio delle sole falangi distali (le punta delle dita).
Fascite plantare distale e prossimale

Richiamo Anatomico

La fascia plantare (o aponeurosi plantare) è una fascia fibrosa localizzata sulla superficie plantare del piede subito, abbastanza superficiale, subito al di sotto del piano sottocutaneo. Essa ricopre i muscoli e le strutture neuro-vascolari della pianta del piede. Si compone di 3 porzioni: parte intermedia, parte laterale e parte mediale. Sul versante calcaneare essa si ancora alla tuberosità mediale del calcagno (alcune fibre si fissano anche sul processo laterale) e si estende fino alle falangi prossimali delle dita; dalla porzione intermedia partono inoltre, i fasci mediale e laterale che vanno a costituire i setti mediale e laterale. La porzione intermedia è molto spessa e resistente, quella laterale è più spessa posteriormente che anteriormente, mentre quella mediale è più spessa anteriormente che posteriormente.

 La volta plantare è sostenuta anche da una serie di legamenti e muscoli:

  • legamenti: legamenti cuneo-metatarsali, calcafeno-scafoideo, astragalo-calcaneale e scafo-cuneiformi.
  • muscoli: flessori brevi delle dita, flessore breve dell'alluce, abduttori dell'alluce, abduttori del 5° dito, flessori lunghi delle dita, flessore lungo dell'alluce, muscoli peronieri breve e lungo.

I legamenti sono in genere funzionalmente deputati a sostenere un sovraccarico anche piuttosto intenso, ma di breve durata. I muscoli, invece, sono in grado di opporsi a uno stress di minore entità ma più prolungato nel tempo.

 

Fascia plantare

Funzione

L’aponeurosi plantare strutturalmente contribuisce al sostenimento dell’arco mediale-longitudinale e, dal punto di vista funzionale, trasmette le forze dalla zona calcaneare prossimale a quella distale delle dita. Svolge un’importante ruolo durante il cammino: grazie alle sue caratteristiche visco-elastiche intrinseche, assume una fondamentale importanza, durante il ciclo del cammino, nella trasmissione delle forze del tricipite surale (il muscolo del polpaccio) alle dita, contribuendo a fornire la spinta propulsiva per l'esecuzione dei passi e dei salti. Si allunga durante la fase di contatto con il suolo e ritorna alla sua forma originaria nella fase aerea.

La fascia plantare è connessa col tessuto muscolare e con le altre fasce, ne riceve e ne trasmette le tensioni fornendo una continuità nella distribuzione delle forze che serve a ottenere un equilibrio nell'esecuzione dei movimenti. Distribuisce sia le forze statiche, derivanti dal mantenimento della posizione eretta, sia le forze dinamiche che si generato durante il cammino, la corsa e il salto. La fascia plantare svolge un’importante funzione di trasmissione delle forze muscolari e alla dissipazione di eventuali concentrazioni di tensioni sulle entesi  (punti in cui i tendini si connettono all’osso): questo serve a ridurre l'usura delle strutture e ridurre il rischio di rotture.  

Fascite plantare cause 

Molteplici cause in genere contribuiscono all'insorgenza della fascite plantare. 

  1. particolari conformazioni anatomiche del piede: piede piatto o piede cavo. Avere un piede piatto o cavo altera l'equilibrio delle forze fisiologiche che agiscono durante il cammino. Questo può accentuare le sollecitazioni sull'aponeurosi plantare;
  2. calzature inadeguate: indossare scarpe troppo larghe o troppo strette; eccessivamente morbide o rigide;
  3. sovrappeso e obesità: statisticamente le persone in sovrappeso o obese sono più soggette perché il piede deve sostenere l'intero corpo e questo aumenta le sollecitazioni sulla fascia plantare. Ad aumentare ancora di più i rischi è l'aumento di peso in breve tempo. Anche le donne in gravidanza sono soggette a questa patologia.
  4. sesso: statisticamente essere donna comporta un rischio maggiore; durante la gravidanza è più frequente sperimentare episodi di dolore acuto;
  5. attività fisica troppo intensa, sproporzionata o eccessiva rispetto al carico di allenamento abituale: una categoria a rischio sono gli sportivi che percorrono lunghe distanze di corsa o svolgono movimenti che sollecitano molto la fascia plantare come salti o scatti. Anche chi svolge lavori molto attivi o che prevedono di rimanere a lungo in piedi possono essere colpiti da questo disturbo.
  6. ipostenia (debolezza) dei muscoli della gamba: se i muscoli lavorano poco e male, il legamento arcuato sarà maggiormente sollecitato!

  

La fascia si allunga tutte le volte che ci solleviamo sulle punte e questo stiramento è tanto maggiore quanto il movimento è vigoroso. Più velocemente avviene lo stiramento e più è probabile che avvengano lesioni rappresentate dalla rottura di alcune fibre che formano la fascia. Queste lesioni solitamente sono impercettibili e per nulla gravi ma necessitano di tempi piuttosto lunghi per essere riparate ma a lungo andare la ripetizione delle sollecitazioni porterà alla degenerazione del legamento e all'infiammazione.

La situazione che si verifica invece durante il riposo è l'opposta, i piedi sono rilassati e quindi il legamento arcuato si accorcia. Nel momento in cui si prova a camminare, il tessuto fibroso tende a rimanere contratto e per questo si prova dolore. Con il passare del tempo il movimento ne stimola l'allungamento favorendo così la regressione del dolore.

Sintomi  

Il sintomo principale è il dolore alla pianta del piede, principalmente localizzato nella parte interna del tallone ma che può estendersi alla parte centrale del piede e all'avampiede fino a interessare l'intera pianta del piede a esclusione delle falangi distali. 

Spesso il dolore si presenta in modo più severo al mattino, appena scesi dal letto oppure dopo lunghe pause in cui si resta immobili e tende a ridursi o persino scomparire a una dolce e progressiva mobilizzazione per poi ricomparire dopo uno sforzo, che può essere rappresentato da una corsa, lunghe passeggiate o semplicemente al termine della giornata.

Può manifestarsi come una "fitta", molto intensa e di breve durata, oppure di più lieve entità ma più prolungata nel tempo. 

Bisogna sottolineare che questo dolore, se trascurato, tenderà a trascinarsi nel tempo. E' , dunque, importante diagnosticare e trattare tempestivamente questa patologia. 

Se nel corso della fascite la fascia plantare continua ad essere stressata, questa può arrivare addirittura a rompersi. Tipici segni e sintomi della rottura della fascia plantare includono un clic o un rumore di schiocco, un significativo gonfiore e un dolore acuto localizzato alla pianta del piede.


Dolore al tallone

Diagnosi - come viene diagnosticata una fascite plantare 

La fascite può essere agevolmente diagnosticata dal medico. Gli specialisti cui rivolgersi sono in primis il Fisiatra e l'Ortopedico. Nella maggior parte dei casi sono sufficienti una adeguata raccolta anamnestica e un attento esame clinico. Il medico dovrà escludere tutte le altre cause di dolore al tallone e, nei casi dubbi, potrà richiedere l'esecuzione di esami strumentali quali una Radiografia del piede, una TC o una Risonanza Magnetica.   

Per la diagnosi di fascite plantare il medico valuterà:

  1. eventuale presenza di edema, eritema, tumefazione
  2. articolarità
  3. tono, trofismo e forza muscolare
  4. riflessi osteotendinei
  5. sensibilità tattile 

Fascite plantare - Terapia e cure 

La maggior parte dei casi di è responsiva al trattamento conservativo. I principali rimedi per la fascite plantare a nostra disposizione sono:

  1. riposo: evitare per qualche settimana le lunghe camminate, il rimanere a lungo in piedi e gli allenamenti intensi. Questo ridurrà l'infiammazione locale.
  2. applicazione di ghiaccio locale: utile durante i periodi di riacutizzazione. Va applicato 3 o 4 volte al giorno per 10 minuti.
  3. farmaci anti-infiammatori e anti-dolorifici: sia da assumere per via orale che da applicare localmente. Agiscono sulla causa, l'infiammazione!
  4. ciclo di onde d'urto: questa terapia fisica è particolarmente indicata ed efficace. Sono necessarie in genere 3 sedute e l'effetto è apprezzabile al termine del ciclo. Il meccanismo d'azione è legato allo stimolo trofico sulla formazione di nuovi capillari sanguigni, in grado di eliminare le scorie nocive responsabili del processo infiammatorio. 
  5. altre terapie fisiche: sono efficaci anche ultrasuoni, ionoforesi, fonoforesi e massaggi. 
  6. esecuzione di esercizi di stretching: questo aiuta a distendere i tessuti adiacenti la regione infiammata,a ridurre il dolore e velocizzare i processi di guarigione (approfondimento: stretching per la fascite plantare)
  7. indossare calzature adeguate ed eventualmente plantari (approfondimento: solette e plantari per fascite plantare) che consentono di ridurre lo stress sulla fascia plantare, promuovono il processo di guarigione e minimizzano le probabilità riacutizzazioni della patologia.

Se le terapie conservative non hanno avuto successo, la patologia  può essere trattata chirurgicamente.

  

Complicanze: fascite plantare cronica

Generalmente si inizia a parlare di fascite plantare cronica se, a 6-12 mesi dall'inizio delle terapie conservative, non si riscontrano dei miglioramenti nei sintomi. Se si ignora la patologia, il dolore può diventare cronico; questo può determinare modificazioni nel modo di camminare e ripercussioni funzionali a livello di: 

  • gambe
  • ginocchia
  • anche
  • colonna vertebrale

L'infiammazione della fascia plantare può determinare, inoltre, la formazione della spina calcaneare o sperone calcaneare: essa è una patologia a carattere degenerativo dovuta all'artrosi o alla cronicizzazione della fascite. E' una esostosi che si forma in genere a livello dell'inserzione della fascia sul tallone ed è dal deposito di sali di calcio che viene sostenuto dal processo infiammatorio. 

 

Fascite plantare - Tempi di recupero 

I tempi di recupero per una fascite plantare solitamente lunghi anche in funzione del fatto che la parte anatomica interessata viene continuamente sollecitata nella quotidianità. Alcuni fattori che possono incidere sui tempi di recupero sono:

  • Tempistiche di inizio del trattamento; trattare la patologia precocemente permette di accorciare i tempi di recupero e evitare la cronicizzazione della patologia
  • Gravità della patologia
  • Affidarsi a specialisti; la diagnosi e il trattamento devono essere eseguite da uno specialista che valuterà la gravità della patologia e proporrà il piano terapeutico adeguato
  • Trattamenti inadeguati; sottoporsi a trattamenti non idonei non farà altro che allungare i tempi di recupero
  • Calzature adeguate; l'utilizzo di calzature che danno un buon sostegno al piede e riducono lo stress sulla fascia plantare porta a ridurre i tempi di recupero

 

 Infografica fascite plantare

Read 3534 times Last modified on Domenica, 10 Dicembre 2017 10:57
Dr.ssa Russo Giovanna

Laureata con Lode in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Bologna, specializzanda in Medicina Fisica e Riabilitativa presso l'Università degli Studi di Milano. 

 

3 comments

  • Comment Link Alessio G. Mercoledì, 16 Agosto 2017 20:09 posted by Alessio G.

    La mia fascite è iniziata esplodendo da un momento all'altro al risveglio e non quasi riuscivo a stare in piedi e camminare, era settembre 2016 e in quel periodo avevo iniziato a correre per tre/quattro volte a settimana facendo una decina di km. Era la prima volta che facevo la corsa come unica attività. Prima avevo sempre praticato più che altro sport in bici.

    Il dolore è iniziato il giorno seguente in cui non avevo molto tempo per allenarmi e ho provato a vedere quanti km sarei riuscito a fare in poco tempo spingendo il più possibile. Il dolore è iniziato nella zona del tallone e pensavo fosse una cosa passeggera che sarebbe guarita senza complicanze. Ho continuato a correrci sopra per qualche giorno, poi sono stato obbligato a rivolgermi a un medico a causa del dolore; diagnosi fascite prossimale.

    Tra le varie terapie che ho provato, alla fine credo che mi abbia fatto molto bene un periodo di stop forzato da tutto a causa di una bronchite piuttosto forte. Ho ripreso la regolare attività fisica circa un mese fa.

  • Comment Link Chiara Venerdì, 11 Agosto 2017 17:17 posted by Chiara

    Buongiorno, pratico la corsa da molti anni senza mai aver avuto problemi ma, l'anno scorso, a causa di corse in salita, mi è stata diagnosticata una fascite plantare inserzionale. Ho fatto il trattamento con le onde d'urto e molti esercici di stretching e la situazione è migliorata.

    Ieri durante un allenamento ho sentito dolore all'altro piede, dopo poco mi sono fermata per precauzione. Tutto questo non è servito, il giorno dopo appena ho appoggiato il piede ho sentito un dolore atroce e per qualche minuto non riuscivo nemmeno ad appoggiarlo, sono a pezzi.

  • Comment Link Giannino Domenica, 19 Febbraio 2017 22:13 posted by Giannino

    Sto uscendo da una fascite plantare, credo sia stata causata dal fatto che ho fatto lunghe corse con scarpe scomode e evidentemente inadatte

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