Venerdì, 03 Novembre 2017 19:00

Nevralgia di Arnold

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Nevralgia di Arnold

 

Cos'è la nevralgia occipitale?

La Nevralgia di Arnold o Nevralgia Occipitale è un tipo di cefalea occipitale causata dall'irritazione dei nervi grande e piccolo occipitale di Arnold.  Il nervo grande occipitale di Arnold origina dal ramo di divisione mediale della branca posteriore del secondo nervo cervicale (C2) ed è un nervo sensitivo deputato all'innervazione della cute e del cuoio capelluto della regione occipitale e della galea capitis.

I soggetti affetti da questa patologia presentano crisi dolorose intense, unilaterali, intermittenti o continue, che originano in regione nucale e occipitale, fino a coinvolgere la parte anteriore del capo e la regione oculare. Tali aree corrispondono ai territori di distribuzione sensitiva dei nervi grande e piccolo occipitale. 

 

Nevralgia di Arnold - Epidemiologia

La nevralgia di Arnold è un disturbo poco comune. Tuttavia è possibile che sia sottostimata a causa del fatto che spesso è confusa con sindromi emicraniche o algie craniche a diversa eziologia.

 

 

Nevralgia di Arnold - Sintomi 

La nevralgia occipitale di Arnold è caratterizzata da episodi ricorrenti di dolore acuto e severo, di tipo pulsante o urente, descritto come tagliente, trafittivo, tipo scossa elettrica o pugnalata, che origina dalla porzione superiore del collo e dalla regione posteriore della testa e si irradia anteriormente, seguendo il territorio di innervazione del nervo occipitale, fino a coinvolgere il sopracciglio e la parte posteriore dell'occhio. Quando il dolore si irradia a coinvolgere l'occhio è possibile la presenza di visione offuscata. Nella maggioranza dei casi il dolore è unilaterale, anche se è possibile un dolore bilaterale qualora entrambi i nervi occipitali siano colpiti. La durata degli attacchi è estremamente variabile da pochi secondi a diverse ore o addirittura giorni.

Altri sintomi possono essere:

  • Ipersensibilità alla luce;
  • ipersensibilità ai suoni;
  • dolore al movimento del collo (per tale motivo spesso il paziente, per evitare l'esacerbazione del dolore, immobilizza il rachide cervicale); 
  • disturbi dell'equilibrio e di coordinazione; 
  • nausea e vomito.  

Dato che il mal di testa cronico è una condizione molto frequente, che può essere specchio di numerose patologie, la diagnosi di nevralgia di Arnold non è semplice. Spesso è posta una diagnosi diversa, con conseguenti tentativi di trattamento infruttuosi.  

 

Nevralgia occipitale - Cause 

La nevralgia occipitale è causata da danni ai nervi occipitali, che possono derivare da traumatismi, stress fisici, contrazioni ripetute dei muscoli del collo, malformazioni del rachide cervicale, patologie degenerative-artrosiche o infiammatorie, conseguenze di complicanze mediche (es. osteocondromi o altri tumori o metastasi che incrocino il decorso del nervo), trattamenti radioterapici al collo (anche dopo molti anni).

Il decorso del nervo occipitale di Arnold attraverso i muscoli della regione nucale è molto tortuoso: questo rende conto del fatto che la presenza di una contrattura muscolare (es. la contrattura del muscolo trapezio), di varia origine e anche in assenza di lesioni radiologiche a carico del rachide cervicale, può determinare la compressione del nervo ed essere causa sufficiente per determinare la sintomatologia dolorosa tipica della nevralgia occipitale.

Spesso la causa responsabile dell'irritazione del nervo occipitale resta comunque ignota, anche dopo l'espletamento di ogni esame radiologico.

 

Le strutture anatomiche il cui danno è implicato nella patogenesi della nevralgia occipitale sono le seguenti:

  • Lo spazio compreso tra la prima e la seconda vertebra cervicale (C1 e C2);
  • il legamento atlanto-assiale a livello dell'emergenza del ramo dorsale; 
  • il bordo infero-laterale del muscolo obliquo inferiore del capo e la sua fascia di rivestimento; 
  • la porzione profonda del muscolo semispinale della testa e la sua fascia di rivestimento;
  • la porzione superficiale del muscolo semispinale della testa e la sua fascia di rivestimento; 
  • la porzione profonda del muscolo trapezio nel punto in cui il nervo attraversa il muscolo; 
  • l'inserzione del muscolo trapezio a livello della linea nucale superiore; 
  • la porzione del nervo occipitale che contrae rapporti con l'arteria occipitale. 

 

Diagnosi di Nevralgia di Arnold

 
L'elemento fondamentale a supporto della diagnosi di nevralgia occipitale è la clinica: una anamnesi scrupolosa e un attento esame obiettivo possono indirizzare il medico in questa direzione. Il dolore può essere evocato comprimendo una zona trigger che è il "punto di Arnold", localizzato circa 2 centimetri lateralmente la protuberanza occipitale esterna e corrisponde all'emergenza del nervo occipitale tra i muscoli nucali. Talvolta il dolore si accompagna ad alterazioni della sensibilità. 

Esami radiologici quali radiografia standard del rachide (Rx), risonanza magnetica nucleare (RMN) e tomografia computerizzata possono rivelare la presenza di una causa organica ed escludere altre cause di cefalea, anche se spesso risultano non dirimenti.

I criteri diagnostici della Nevralgia Occipitale secondo la terza edizione della Classificazione Internazionale delle Cefalee (Headache Classification Committee of the International Headache Society IHS) prevedono:

  1. Dolore unilaterale o bilaterale che soddisfi i criteri B ed E
  2. Il dolore è localizzato nella distribuzione del grande, piccolo e/o terzo nervo occipitale
  3. Il dolore ha due delle seguenti tre caratteristiche:
    1. ricorrente in attacchi parossistici di durata da pochi secondi a minuti
    2. intensità severa
    3. lancinante, penetrante o trafittivo
  4. Il dolore è associato con entrambe le seguenti caratteristiche:
    1. disestesia e/o allodinia durante una innocua stimolazione dello scalpo e/o dei capelli
    2. una o entrambe le seguenti caratteristiche:
    3. dolenzia sulle branche del nervo affette
    4. zone grilletto all’emergenza del nervo grande occipitale o nell’area di distribuzione di C2
  5. Il dolore è attenuato temporaneamente dal blocco anestetico locale del nervo affetto F.
  6. Non meglio inquadrata da altra diagnosi ICHD-3.

Il dolore della Nevralgia occipitale, può raggiungere l’area fronto-orbitaria attraverso le connessioni interneuronali trigemino-cervicali nei nuclei spinali trigeminali. La Nevralgia occipitale deve essere distinta dal dolore occipitale riferito originante dalle articolazioni atlanto-assiale o dalle faccette articolari superiori o dalle zone grilletto dolenti dei muscoli del collo o delle loro inserzioni.

 

Per approfondimento sulle cefalee consultare il seguente link: Classificazione Internazionale delle Cefalee ICHD3

 

   

 

Trattamento della Nevralgia di Arnold

 

Esistono diversi strumenti terapeutici per trattare questa patologia:

  • Trattamento farmacologico con FANS e anticonvulsionanti: spesso questo è insoddisfacente o non sufficiente.
  • Fisioterapia, massaggi o onde d'urto per risolvere la contrattura muscolare.
  • Infiltrazioni di anestetici locali o corticosteroidi
  • Radiofrequenza con elettrodo elettrochirurgico: questa metodica utilizza il passaggio di corrente ad alta frequenza mediante un ago infisso, previo controllo radiologico, in modo tale da produrre una termolesione del nervo.  
  • Nei casi resistenti è possibile ricorrere all'intervento chirurgico. Il trattamento chirurgico, eseguito in anestesia locale, consiste nella sezione del nervo grande occipitale nel suo decorso al di sotto della fascia dei muscoli nucali. L'intervento, eseguito in anestesia locale ha alte percentuali di successo: tuttavia, complicanza inevitabile è l'anestesia completa a livello del territorio di innervazione del nervo occipitale sezionato

 

Prognosi della Nevralgia di Arnold

Le percentuali di guarigione sono alte, dunque in genere la prognosi è buona.

 

 

Last modified on Domenica, 12 Novembre 2017 10:28
Dr.ssa Russo Giovanna

Laureata con Lode in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Bologna, specializzanda in Medicina Fisica e Riabilitativa presso l'Università degli Studi di Milano. 

 

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