Mal di testa continuo, quando devo preoccuparmi?

mal di testa continuo

Mal di testa continuo, quando devo assolutamente preoccuparmi?

Il mal di testa, soprattutto quando è continuo per più giorni, desta una considerevole ansia e preoccupazione. Tantissimi pazienti si rivolgono spaventati al medico di famiglia pensando di avere addirittura un tumore cerebrale.

Quando vale davvero la pena di preoccuparsi?

Esistono dei campanelli d’allarme che devono indurre a rivolgersi immediatamente al medico, perché potenzialmente sintomi di patologie gravi. Vediamo i principali:

  • Se l’intensità del dolore è molto più severa del solito e ci sembra di provare il “peggior mal di testa della propria vita”.
  • Se il dolore è così forte da essere insopportabile, ostacolando il normale svolgimento delle attività della vita quotidiana.
  • Se il mal di testa è continuo da più giorni e non passa nonostante l’utilizzo di farmaci analgesici, coi quali in passato si era trovato giovamento.
  • Se il dolore, anche se “leggero” o di lieve entità, si associa alla presenza di febbre molto alta.
  • Se si manifestano sintomi neurologici: disturbi visivi (vista offuscata), difficoltà nell’eloquio, debolezza agli arti di metà del corpo ecc.
  • Se la frequenza e la durata degli attacchi è improvvisamente e significativamente aumentata negli ultimi tempi.
  • Se il mal di testa esordisce durante la notte (mal di testa notturno).
  • Se si tratta del  primo episodio di cefalea definito come molto intenso in soggetti di età maggiore ai 40 anni.
  • Se la Cefalea è persistente in gravidanza.
  • In seguito a forti traumi cranici.
dati mal di testa
Statistiche sul mal di testa

4 elementi caratteristici delle cefalee

Il mal di testa, più propriamente definito col termine di cefalea (dal greco “kefal”, testa),  è un dolore localizzato al capo, le cui caratteristiche variano a seconda della causa sottostante.

  1. Tipi di mal di testa: esistono moltissimi tipi di mal di testa: la cefalee primarie, considerate una patologia di per sé, e le cefalee secondarie, in cui è possibile riconoscere una causa organica all’origine (febbre alta, sinusite, meningite, tumori cerebrali ecc.).
  2. Sede del dolore: la sede del dolore è variabile, potendo essere circoscritto a una zona della testa, come ad es. la regione frontale (mal di testa frontale), o risultare più esteso a interessare un intero lato della testa fino alla nuca (emicrania) o ancora può diffondersi all’intero capo.
  3. Intensità e durata del dolore: l’intensità del mal di testa può variare, da lieve a molto intenso, così come la durata, da breve ed episodico a molto frequente o continuo per molte ore o giorni.
  4. Sintomi associati: spesso il mal di testa si accompagna a una serie di sintomi collaterali quali nausea, vomito, fotofobia (fastidio alla luce), fonofobia (fastidio ai rumori), osmofobia (fastidio agli odori).
cefalea continua
cefalea continua

Quali fattori aumentano il rischio di soffrire di mal di testa?

La maggior parte delle persone che soffre di cefalea ha una predisposizione genetica, su cui però intervengono una serie di fattori, sia endogeni (interni all’organismo) che esogeni (esterni all’organismo). Molti di essi sono modificabili o eliminabili e, pertanto, è importante conoscerli e saperli mettere in relazione col proprio mal di testa, soprattutto se continuo o molto frequente.

 Fattori di rischio endogeni

  • Predisposizione genetica;
  • malformazioni vascolari dei vasi sanguigni cerebrali (vascolarizzazione del SNC);
  • condizioni infiammatorie/infettive/autoimmuni a carico delle meningi e/o del SNC;
  • patologie oculistiche e difetti visivi;
  • patologie del rachide cervicale e contrattura della muscolatura del collo;
  • stress fisico e/o psichico;
  • depressione;
  • fattori ormonali, ciclo mestruale;
  • malocclusione dentaria, bruxismo e disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM).

Fattori di rischio esogeni

  • Alcuni alimenti: cioccolato, cacao, pomodori, agrumi, lamponi, banane, fichi, prugne, carni stagionate, conservate, insaccati, dolcificanti (aspartame) e conservanti (nitriti e solfiti), fritture, frutti di mare, panna acida, caffè, coca cola, birra.
  • digiuno prolungato;
  • fumo di sigaretta;
  • consumo di alcol;
  • privazione di sonno e alterazioni del ritmo sonno-veglia.
  • odori troppo intensi;
  • inquinamento acustico;
  • shock climatici;
  • abitudini posturali scorrette;
  • uso prolungato di dispositivi elettronici e videogames;
  • rapporti sessuali.

Quanto è frequente il mal di testa

Il mal di testa, quando continuo nel tempo o molto intenso o che si presenta con una frequenza elevata, può diventare estremamente invalidante, peggiorando la qualità della vita di chi ne soffre.

Se si soffre spesso di mal di testa e la cosa comincia a creare ansia e preoccupazione, è bene innanzitutto sapere che si tratta di un disturbo estremamente comune.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre il 50% della popolazione generale ha sperimentato almeno un episodio di mal di testa nel corso dell’ultimo anno. La maggior parte delle persone non si rivolge al medico, se non per casi di mal di testa continuo e/o molto forte, preferendo automedicarsi assumendo farmaci analgesici da banco.

Il picco di prevalenza del mal di testa è tra i 25 e i 55 anni, con una netta predisposizione per il sesso femminile: le donne sono più colpite con un rapporto di 3:1 rispetto agli uomini.

Cosa fare? Rimedi e terapie

Non sempre è richiesta una cura specifica. In caso di disturbo sporadico e di lieve entità è pratica comune non assumere alcun farmaco e aspettare che passi da sé.

Nel caso delle cefalee primarie è possibile innanzitutto cercare di eliminare o ridurre i fattori di rischio modificabili. Per fare questo è, innanzitutto, importante identificarli: a tale scopo, è molto utile tenere un diario della cefalea, ovvero un quaderno sul quale annotare le caratteristiche di ogni attacco di mal di testa, la durata, gli alimenti assunti, l’attività svolta ecc.

E’ stato già detto che, in presenza di campanelli d’allarme, è opportuno rivolgersi immediatamente al medico. Quando il mal di testa è secondario ad altre patologie è necessario trattare la causa mediante terapia specifica.

La terapia farmacologica sintomatica è solitamente indicata quando la frequenza degli attacchi è bassa. I farmaci più comunemente impiegati sono: paracetamolo, FANS, triptani, ergotaminici.

La terapia preventiva ha un razionale quando gli episodi emicranici sono molto frequenti, hanno una lunga durata e/o non rispondono più ai farmaci sintomatici.

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