Il morbo di Haglund è una prominenza ossea (esostosi) a livello dell’angolo postero-superiore del calcagno, nel sito di inserzione del tendine d’Achille all’osso calcaneare.

La condizione è una frequente causa di dolore al tallone anche se spesso è del tutto asintomatica.

Quando è dolorosa e provoca problemi di deambulazione è necessario impostare un trattamento adeguato che può includere modifiche del tipo di scarpa indossata, terapie fisiche e riabilitative o, nei casi refrattari, un approccio di tipo chirurgico.

Il chirurgo svedese Patrick Haglund descrisse per la prima volta questa patologia nel 1927.

Il morbo di Haglund è chiamato nei Paesi anglosassoni anche “pump bump”, a causa dell’osservazione che tale patologia era più frequente nelle donne che indossavano scarpe col tacco alto.

Oggi si sa che la deformità di Haglund può colpire chiunque, non essendo necessariamente associata al tipo di scarpa indossata.

Epidemiologia

Morbo di Haglund immagine

La malattia di Haglund colpisce in prevalenza soggetti giovani, in particolare tra i 15 e i 35 anni di età.

Si tratta spesso di sportivi, che praticano in particolare attività come la corsa, il calcio, il basket, pattinaggio e/o che indossano scarpe troppo strette, con bordo posteriore rigido o tacchi alti.

Il morbo di Sever-Blanke-Haglund: osteocondrosi del piede

Il morbo di Sever è l’osteocondrosi dell’apofisi posteriore del calcagno, una patologia, il più delle volte autolimitante, che interessa la cartilagine di accrescimento del tallone.

Colpisce pertanto il bambino ed è una condizione differente rispetto alla deformità di Haglund dell’adulto.

L’osso del calcagno normalmente si sviluppa fino ai 15 anni di età.

Il bambino, specie se atleticamente attivo, può sviluppare la malattia di Sever quando il tendine d’Achille sollecita eccessivamente il punto di inserzione sul calcagno, messo in tensione dall’attivazione dei muscoli del polpaccio.

Il dolore si localizza posteriormente, peggiora durante il movimento e in particolare quando si sale sulla punta dei piedi.

L’area può presentarsi tumefatta ed eritematosa.

La diagnosi è clinica e radiografica.

I sintomi possono persistere per mesi e la terapia conservativa si basa sull’utilizzo di tutori specifici e sulla rieducazione motoria.

Quali sono le cause?

Haglund tacchi

La causa esatta della sindrome di Haglund non è nota, sebbene siano stati individuati dei fattori di rischio, esposti di seguito.

1. Predisposizione genetica

Si ritiene che possa esistere una suscettibilità individuale a sviluppare la malattia, geneticamente determinata.

2. Conformazione anatomica del piede

La struttura anatomica del piede può renderlo più predisposto a sviluppare la malattia.

Spesso, infatti, i soggetti colpiti dal calcagno di Haglund hanno anche un piede piatto o un piede cavo.

3. Alcuni tipi di calzature

Costituisce un importante fattore di rischio l’indossare scarpe troppo strette, chiuse, con bordo posteriore rigido o tacchi troppo alti.

Esempi:

  • Pattini a rotelle o pattini da ghiaccio
  • Stivali o scarpe da lavoro rigide
  • Stivali invernali o da pioggia rigidi
  • Scarpe eleganti da uomo strette posteriormente
  • Décolleté da donna col tacco alto

In tali condizioni il tendine d’Achille o la borsa calcaneare vengono continuamente sollecitati durante i movimenti e possono infiammarsi.

L’infiammazione cronica innesca un circolo vizioso e può provocare la formazione di tessuto fibroso che altera ulteriormente il profilo del calcagno.

4. Attività sportive

Il tallone di Haglund è più frequente in soggetti sportivi.

I microtraumi ripetuti subiti in regione calcaneare favoriscono il manifestarsi della malattia in soggetti predisposti.

Segni e sintomi

Dettaglio morbo di Haglund

I segni e sintomi della deformità di Haglund includono il dolore, la tumefazione, la limitazione funzionale.

1. Dolore al tallone

Il dolore è localizzato nella parte posteriore del calcagno, a livello dell’inserzione del tendine d’Achille.

Si tratta di un dolore di tipo “meccanico”, scatenato dal movimento, dalla digitopressione o dallo sfregamento contro la calzatura.

E’ attenuato dal riposo.

Può essere dolente anche la palpazione del tendine d’Achille, specie quando concomita una tendinopatia del tendine d’Achille.

2. Tumefazione dura

Il normale profilo del calcagno è alterato dalla presenza della deformità di Haglund, visibile come una protuberanza dura al tatto.

3. Gonfiore, rossore

In fase infiammatoria acuta la regione posteriore del calcagno appare tumefatta, calda, eritematosa e particolarmente dolente alla palpazione.

4. Limitazione funzionale

Il dolore è scatenato dall’attività fisica e si attenua col riposo e può peggiorare tanto da costituire una limitazione allo svolgimento delle normali attività della vita quotidiana.

A lungo andare, se la malattia non viene curata, la riduzione della mobilità della caviglia come protezione antalgica (il soggetto non muove il piede per paura di provare dolore) conduce a rigidità e riduzione del range di movimento articolare.

Patologie correlate

1. Fascite plantare

La fascite plantare è l’infiammazione della fascia plantare, l’aponeurosi che ricopre la muscolatura della pianta del piede collegando la zona mediale del calcagno con la radice delle dita.

Causa molto frequente di dolore alla pianta del piede, è una patologia che entra in diagnosi differenziale col Morbo di Haglund e molto spesso le due condizioni coesistono.

Il dolore da fascite plantare si manifesta soprattutto al risveglio mattutino o dopo un sovraccarico funzionale.

Per approfondire l’argomento, si rimanda alla lettura dell’articolo: Fascite plantare.

2. Borsite retro-calcaneare e tendinite d’Achille

La presenza di un’esostosi ad alterare il normale profilo anatomico del calcagno può determinare un conflitto coi tessuti molli circostanti, in particolare, il tendine d’Achille e la borsa retro calcaneare.

E’ per questo motivo che il morbo di Haglund si associa frequentemente con un’infiammazione del tendine d’Achille (tendinite d’Achille) o della borsa retro-calcaneare (borsite achillea).

3. Spina calcaneare

La deformità di Haglund è molto spesso associata alla presenza di spina calcaneare.

Anche la spina calcaneare è un’esostosi dell’osso calcaneare, sebbene possa localizzarsi anche inferiormente.

E’ una causa frequentissima di dolore al tallone (si stima che circa il 15% della popolazione ne sia affetto).

Diagnosi

La diagnosi è piuttosto agevole e viene posta dal medico sulla base dell’esame clinico e di esami strumentali.

I medici specialisti di riferimento sono l’ortopedico e il fisiatra.

L’esame clinico è fondamentale e in genere sufficiente a rivelare la presenza di tallone di Haglund.

Lo studio radiografico del piede e della caviglia sotto carico forniscono informazioni utili circa l’anatomia del piede e la gravità del quadro clinico.

L’ecografia muscolo-scheletrica e la risonanza magnetica nucleare sono in grado di rivelare le condizioni dei tessuti molli, in particolare del tendine d’Achille e della borsa retro-calcaneare.

Terapia: morbo di Haglund, cosa fare?

Il trattamento del morbo di Haglund è mirato alla riduzione del dolore e al ripristino della funzione.

La prima linea di trattamento è di tipo conservativo (non chirurgico) e include provvedimenti di tipo farmacologico, fisioterapico, utilizzo di ortesi oltre a semplici consigli da applicare nella vita di tutti i giorni.

I casi refrattari possono essere suscettibili di terapia chirurgica.

1. Riposo

In fase acuta è opportuno non sollecitare ulteriormente la zona infiammata e dolente e viene pertanto consigliato la sospensione dell’attività fisica.

2. Crioterapia

L’applicazione di ghiaccio locale per circa 20 minuti, 4-5 volte al giorno, è utile nel ridurre l’infiammazione e il gonfiore.

3. Indossare scarpe aperte o ortesi plantari

E’ opportuno eliminare le scarpe troppo strette, rigide o con tacchi alti, preferendo scarpe aperte posteriormente o con tomaia morbida.

Utile anche applicare cuscinetti morbidi o in silicone per tallone all’interno delle scarpe.

In caso di piede piatto o cavo possono essere utili plantari costruiti su misura di supporto all’arco plantare, in grado di migliorare la distribuzione del carico sui piedi.

4. Farmaci

Farmaci antidolorifici possono essere prescritti dal medico per controllare il dolore.

Farmaci antinfiammatori non steroidei sono utili nel ridurre l’infiammazione e il dolore in fase acuta.

5. Fisioterapia

Il trattamento riabilitativo del morbo di Haglund include esercizi di stretching del tendine d’Achille, esercizi di mobilizzazione attiva e passiva della caviglia, rieducazione posturale, training del passo e dell’equilibrio, massaggi.

6. Terapie fisiche

In relazione al caso specifico possono essere indicate a scopo antalgico terapie fisiche quali ad esempio ultrasuoni, onde d’urto, tecarterapia.

L’intervento chirurgico

L’opzione chirurgica viene considerata quando le terapie di tipo conservativo si sono dimostrate fallimentari o non sufficienti nel garantire un buon controllo del dolore e il ripristino della funzione.

L’intervento chirurgico può essere eseguito per via convenzionale o per via endoscopica.

La chirurgia endoscopica è meno invasiva, utilizza incisioni più piccole e consente tempi di recupero in genere più rapidi.

L’intervento endoscopico consiste nell’asportazione della prominenza ossea regolarizzando il profilo dell’osso calcaneare.

Se la borsa achillea è infiammata, è possibile asportarla.

Se il tendine d’Achille è danneggiato, è possibile ripararlo.

Riabilitazione post-operatoria

Dopo l’intervento chirurgico viene solitamente consigliato di indossare un tutore per qualche settimana e di mantenere l’arto inferiore in scarico utilizzando delle stampelle per la deambulazione.

Successivamente è necessario un percorso riabilitativo mirato al ripristino della normale funzione articolare e che include:

  • Terapia antalgica e antinfiammatoria per il contenimento della sintomatologia algica
  • Fisioterapia: esercizi di mobilizzazione attiva e passiva, massaggi, esercizi di potenziamento muscolare, training propriocettivo, rieducazione al passo
  • Graduale ripresa dell’attività sportiva

I tempi di recupero del morbo di Haglund

I tempi di recupero possono variare a seconda della gravità del quadro clinico e del tipo di intervento chirurgico affrontato.

Solitamente la piena ripresa delle abituali attività varia tra le 4 e le 10 settimane.